mercoledì 29 ottobre 2014

Il Χάος di Vittorio Amadio [con l'aiuto di Esiodo]


Dunque... 
(dalla Teogonia di Esiodo)

Il Chaos del greco antico è “spazio beante”, “spazio aperto”, “voragine” nella sua accezione di “fesso, fenditura, burrone” e quindi “abisso” dove sono “tenebrosità” e “oscurità”. Il Kaos di Vittorio Amadio, nella visione quasi pop di quest'ultimo percorso della sua ricerca artistica, è il tutto pieno indefinito nel quale, ancora una volta, i colori rappresentano le voci di un “coro” destinato a cantare all'unisono. Paesaggi immaginari, lotte titaniche, riflessioni su sfondi e scenari diversi, personaggi tratteggiati mai definiti, la superficie del mare vista dal fondo con la danza di balene e capodogli, un countdown come un calendario che a volte fa capolino, il fascino di un imballaggio che segna un contrappunto. È il Χάος di Vittorio Amadio, l'ennesimo, affascinante balletto di colori senza coreografia.

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