Pagine
▼
martedì 31 gennaio 2017
lunedì 30 gennaio 2017
domenica 29 gennaio 2017
sabato 28 gennaio 2017
venerdì 27 gennaio 2017
giovedì 26 gennaio 2017
Vittorio Amadio. Les femmes en bleu: #Adélaïde
Il blu
nelle sue infinite declinazioni, quasi a seguire il pantone. Il blu
del cielo e del mare, quello cantato da poeti e chansonnier, il
colore più usato in letteratura e nella musica. Vittorio Amadio lo
manipola consapevole che ogni tocco nel kéramos, nell'argilla, è un
sentimento, un affare di cuore, un abile gesticolare di dita che
volano in attesa di planare e appalesarsi in scultura. Con la
gestualità assoluta del suo modo di rapportarsi all'arte, Amadio
compone e scompone figure, le modella seguendo il pensiero che si fa
istinto e l'istinto che sfocia nell'arte e nella genialità di chi
non si ferma davanti a nulla e a nessuno, come a nessuno deve il
ripercorrere schemi accademici che fanno curricula ma non danno
emozioni. Questa serie di ceramiche blu vuole essere un omaggio alla
Francia e alle donne francesi, al blu di una bandiera vessillo di
Rivoluzione realizzata e attuata prima nel cuore poi nell'esercizio
di governo. E assume, di volta in volta, i colori dei lilla e della
lavanda e del mare di Normandia dove si specchiano. Ma è anche un
omaggio a tutte le donne del mondo, quelle che lottano e sperano,
vivono con il cuore pulsante, la mente sgombra e la femminilità
vissuta da esseri liberi e veri, poco politici e molto umani. “Les
femmes en bleu”, quasi il titolo di una canzone di Brassens o di
Moustaki, magari tradotta da De Andrè.
mercoledì 25 gennaio 2017
Le anime bianche di Vittorio Amadio: #Marylou
Si alzano candide, in un mondo ovattato
dalla neve che c'è e da quella che verrà, le anime bianche di
Vittorio Amadio. Sono lievi, sinuose, impalpabili come i pensieri in
una notte di note d'organo suonate mentre intorno la gente balla.
Salgono in verticale, le nostre anime, e sembra che vogliano
raggiungere il cielo per sfiorarlo con un dito che nessuno ha creato
se non nell'impasto veloce della ceramica che si modella, facendosi
bella e desiderabile, da mordere come un bastoncino di zucchero
filato. Sono bianche, belle e pure come il sogno casto di un amore
platonico sfuggito ad Aristotele mentre Kant disegna la sua ragion
pura. E puro è lo sguardo, lesta la mente, veloci le dita, immenso
il pensiero.
Massimo Consorti






























